L’Archimede in trasferta a Roma per il Maker Faire

 

L’evento che ti porta nel futuro! È lo slogan del più importante appuntamento con l’innovazione in

Europa: Maker Faire 2019. Anche quest’anno, il 18 ottobre, l’Archimede vi ha preso parte con le

classi IVA, IVC e VA del plesso Falanto (indirizzi informatica ed elettronica) per una full

immersion, sotto il segno della creatività, nella cultura del “fai da te” in ambito tecnologico.

L’Educational Day, nella mattinata del 18, è il tradizionale appuntamento di formazione gratuita

dedicata alla visita in anteprima delle scolaresche da tutta Italia (l’anno scorso vi parteciparono ben 27mila studenti).

Il pomeriggio di venerdì, invece, dalle 14, Maker Faire si apre al grande pubblico fino a domenica 20 ottobre,

ospitando il meglio dell’innovazione internazionale in sette padiglioni a tema. Maker Faire (traducibile, non alla lettera,

come “la fiera delle invenzioni degli artigiani digitali”) è il luogo dove maker, imprese e appassionati di ogni età e background si incontrano

per presentare i propri progetti e condividere le proprie conoscenze e scoperte. Riunisce gli

appassionati di tecnologia, gli artigiani digitali, le scuole, le università, gli educatori, gli hobbisti, i

centri di ricerca, gli artisti, gli studenti e le imprese. Tutti mostrano le loro creazioni e condividono

le loro conoscenze, mentre i visitatori partecipano a Maker Faire per “intravedere” il futuro e    

trovare l'ispirazione per diventare essi stessi makers. Ma chi sono i makers? Di loro si dice che

“daranno vita alla prossima rivoluzione industriale”. Sono appassionati di tecnologia, educatori,

pensatori, inventori, ingegneri, autori, artisti, studenti, chef, artigiani 2.0, insomma tutti coloro che

creano e stupiscono con la forza delle proprie idee. Sono persone che, con un forte approccio

innovativo, creano prodotti per avvicinare la nostra società a un futuro più semplice e divertente. Il

loro motto è “fai da te” ma soprattutto “facciamo insieme”. Sono, infatti, una comunità

internazionale presente in oltre 100 paesi e condividono informazioni e conoscenze sia attraverso il

web sia attraverso veri e propri luoghi fisici, i cosiddetti Fab Lab. Usano macchinari come frese o

stampanti 3D ma anche software e hardware open source che si possono scaricare gratuitamente dal

web per dare vita a qualcosa di originale. I makers, oggi, vengono identificati come un vero e

proprio movimento culturale dalle enormi potenzialità sul piano dello sviluppo sociale ed

economico, grazie alla loro capacità di esplorare nuove strade o semplicemente di percorrere in

modo “moderno” quelle esistenti.

Oltre 600 i progetti esposti nei sette padiglioni del Maker Faire suddivisi per aree tematiche. I ragazzi dell’Archimede si sono concentrati sui padiglioni 8 e 9, intitolati rispettivamente Make (con proposte di 3D Printing, Digital Fabrication, Electronics, Startup) e Research (Artificial Intelligence, Robotics).

All'ingresso del padiglione 8, ad attirare subito l’attenzione degli studenti cinque antichi banchi di scuola elementare, con il foro dell'inchiostro, un piccolo braccio automatico con una bic all'estremo ed un foglio con il ritratto del volto della persona seduta di fronte ai banchi. Su ciascuno un ritratto diverso come la visuale di ogni banco.

Proseguendo nella visita, è il turno di Glaciator, un’installazione collocata in Antartide e composta da robot solari che accelerano la formazione di ghiaccio tramite la compattazione della neve.

 Rabdomante, invece, si trova in contesti desertici e immagazzina l’energia solare per generare acqua - quindi vita - dall’atmosfera, in alcuni fra i luoghi più aridi del Pianeta.

 Nel padiglione 8 è stato visitato poi lo stand di un espositore che ha sviluppato una scheda simile a quella di Arduino dell'azienda STMicroeletronics.  L’intento dell’espositore è quello di proporre una startup no-profit, per una smart city di nome “ROBOPOLY”. La mission del progetto è promuovere la comprensione, lo sviluppo e la sperimentazione in scala di nuove tecnologie della comunicazione, della mobilità, della salvaguardia dell'ambiente e dell'efficienza energetica delle tecnologie di automazione in ambito industriale 4.0. Nel progetto è prevista, infatti, la costruzione e la programmazione di veicoli chiamati ROBOKART che dovranno muoversi autonomamente sulle strade delle città future.  

 Si chiama HyQrealil robot quadrupede realizzato dai ricercatori dell'Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), finanziato da Inail e presentato nel padiglione della robotica. HyQReal è lungo 1,33 metri, alto 90 cm, con un peso di 130 kg ed è talmente forte da riuscire a trainare un aereo da tre tonnellate.

 Il quadrupede ha zampe resistenti all’acqua dotate di una gomma speciale, che permette un'elevata trazione sul terreno ed è alimentato da una batteria da 48 Volt che fornisce energia a quattro motori elettrici collegati a quattro pompe idrauliche. Il quadrupede dell'IIT è stato progettato per supportare l’uomo in scenari di emergenza, come incendi, terremoti ed interventi in situazioni a rischio.
In esposizione anche un braccio bionico, realizzato in 3D, in grado di lasciarci totale libertà di movimento sia dopo una frattura sia durante la convalescenza. In più un chip al suo interno comunica lo stato di salute della frattura al medico. Non dobbiamo più preoccuparci, insomma, per la riabilitazione e non siamo più invalidi dopo una frattura. Sostituiamo il gesso e cancelliamo il problema dell’accorciamento del tendine. Con un dispositivo vengono rilevati i dati e i movimenti che vengono inviati al server e al medico che in questo modo può capire come sta procedendo la riabilitazione.Tra le invenzioni esposte un imperdibile rover-robot di nome Adone, costruito artigianalmente con l’intuizione di fare un passo indietro nella tecnologia per evitare i nuovi cybercriminali. Quelli che superano firewall, criptano segnali, rubano le password. Una tecnologia via cavo che dota il robot di videocamera di sorveglianza, sensori, sistemi di allerta di ultima generazione che si collegano con centrali di allarme ed avvisano in caso di ingresso illecito in casa.

Gli inventori che hanno esposto al Maker quest’anno non hanno certo trascurato il mondo acquatico. Una boa lasciata galleggiare in mezzo al mare, diventa in grado di elaborare il livello di inquinamento dell'acqua, sviluppare le informazioni e inviarle in tempo reale al computer connesso via Bluetooth.

 Infine, pensando ai compagni che frequentano l’indirizzo moda dell’Archimede, non è sfuggita agli studenti in visita al Maker un’esposizione dal titolo [R3]CIRCLE, che racconta una moda consapevole e rispettosa. Le collezioni esposte, di abbigliamento e accessori, sono realizzate attraverso processi produttivi eco-sostenibili, caratterizzate dall’utilizzo di materiali rinnovati che spaziano dalle polveri di marmo al legno, pellami di recupero provenienti dall’industria ittica alimentare come la pelle di salmone, materie prime rinnovabili di origine vegetale e microfibre certificate di ultima generazione, tessuti tecnici dalle alte prestazioni ottenuti dalla rigenerazione di rifiuti come reti da pesca e plastica abbandonati nell’oceano.

La continua ricerca di nuovi materiali e innovazioni si concretizza con la membrana Veromarmo, un microfilm indossabile contenente polvere di marmo, che coniuga performance tecniche e qualità sensoriali, in un piacevole connubio tra innovazione e comfort. Il microfilm è impermeabile, traspirante, antivento, ritardante di fiamma e resistente all’abrasione, ed il marmo ne dona il colore di base ed un effetto tattile morbido dato dalla presenza del carbonato di calcio che compone la pietra. Da freddo, pesante e statico il marmo viene reso leggero, caldo ed indossabile.

Repainted è un brand tutto italiano: ogni capo è realizzato con tessuto tecnico eco-sostenibile realizzato con Econyl®, filo poliammidico ottenuto con il 100% di materiali riciclati. Un percorso innovativo e sostenibile in grado di creare nuovi prodotti da rifiuti, dando il via ad un ciclo infinito.

 Maker Faire è, insomma, una felice testimonianza di come la creatività, il lavoro e la forza delle idee siano capaci di generare nuovi modelli produttivi fondati su singole iniziative e progetti brillanti.

 

Taranto 20 ottobre 2019

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