Progetto NEET Equity  UNICEF Italia

10 ottobre 2019 presentazione progetto  Palazzo di citta Taranto

 Ragazzi che non studiano, non lavorano e non seguono alcun percorso di formazione.

Sono i NEET, “Not in Education, Employment or Training”, ovvero tutti quei giovani inattivi che rappresentano un triste record europeo per l'Italia.

Questa mattina sono stati presentati nel Salone degli Specchi di Palazzo di Città i dati di una ricerca Unicef sui giovani di Taranto a cura di Virginia Meo del coordinamento progetto NEET Equity UNICEF ITALIA. È seguita una tavola rotonda sul tema “NEET: ritratto del fenomeno e nuove prospettive”, cui sono intervenuti  per il Comune di Taranto l’assessore ai Servizi Sociali Gabriella Ficocelli, l’assessore alla Pubblica Istruzione Deborah Cinquepalmi e la dott.ssa Silvana Francese, Tiziana Magrì del coordinamento territoriale per il progetto, don Antonio Panico direttore della LUMSA (Libera Università Maria Santissima Assunta), la dott.ssa Graziana Calò presidente Arciragazzi Taranto, la prof.ssa Patrizia Capobianco dirigente scolastico dell’I.S. Archimede, già dirigente CPIA di Taranto, la dott.ssa Luisa Campatelli referente di Formare Puglia A.P.S, la prof.ssa Francesca La Neve referente Unicef dell’I.S. Cabrini, la prof.ssa Giuliana Manisco referente Unicef del liceo Aristosseno e l’avvocato Marina Venezia di Cittadinanza attiva. Hanno preso parte all’incontro anche alcuni allievi dell’I.S. Archimede, accompagnati dalla prof.ssa Daniela Borella: la classe 5^P, Giulia De Felice (4^N), Sabrina Muzzioli (5^N) e Manuela Raffaele (5^N). A chiusura dei lavori è stata sottoscritta una carta di impegno e condivisione progettuale con l’intera città di Taranto per porre al centro degli obiettivi amministrativi l’equità e il principio di non lasciare indietro nessun giovane.

Il progetto NEET Equity, il cui slogan è “Non siamo in fuori gioco", è rivolto a 300 ragazzi e ragazze tra i 16 e i 22 anni, nella delicata fase di transizione dalla scuola secondaria al mondo del lavoro. L’obiettivo, come afferma Francesco Samengo, presidente di Unicef Italia, è quello di “migliorare la capacità di un territorio di fare sistema nel costruire politiche attive partecipate a favore dell’inclusione dei giovani NEET e valorizzare e dare forza alle potenzialità, spesso inespresse, che hanno tanti giovani in questa situazione”.

Il progetto è stato avviato nel maggio 2018 e si concluderà nel 2020. Tra i suoi principali obiettivi: aumentare il grado di conoscenza e informazione sulla condizione dei giovani nei nostri territori, tramite una ricerca-azione che li coinvolga direttamente; creare spazi di ascolto e partecipazione dove far emergere i talenti e progettare insieme azioni di volontariato sociale in città (LUP - Laboratori Urbani di Partecipazione); promuovere spazi di concertazione territoriale in cui confrontarsi e costruire, in modo partecipato, piani efficaci e politiche attive dedicate ai giovani.

Lo studio - che si è avvalso di raccolta di dati, focus group e interviste approfondite a 26 insegnanti, referenti di enti e giovani NEET - mira a conoscere meglio l’entità del fenomeno sia nel contesto nazionale sia in tre città principali destinatarie del progetto: Napoli, Taranto e Carbonia. Napoli si colloca, infatti, al 10° posto sulle 107 province italiane per il più elevato indice di giovani inattivi, con un’incidenza del 37,6% sulla popolazione cittadina giovanile; Carbonia è al 12° posto su 107 con il 36,6%, mentre Taranto si posiziona al 19° posto con il 33,4% di NEET.

Secondo gli ultimi dati ISTAT riferiti al 2018, in Italia, paese al primo posto nella graduatoria europea, i giovani inattivi nella fascia d’età 15-29 anni sono pari a 2.116.000, rappresentando il 23,4% del totale dei giovani della stessa età presenti sul territorio.

 

Taranto 10 ottobre 2019

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