AVVISO IMPORTANTE

 

A breve il sito web della scuola si trasferirà al nuovo indirizzo:

 

www.archimedetaranto.edu.it

 

 

Piano delle attività personale ATA a.s.2018/2019

WHORKSHOP PESCA COMMERCIALE E PRODUZIONI ITTICHE

 

Un laboratorio di idee per parlare di mare e delle rinnovate opportunità lavorative che può offrire al territorio ionico.

Con queste finalità il dirigente scolastico dell’IISS Archimede di Taranto, Patrizia Capobianco, ha attivato ieri mattina un workshop dedicato alla “Pesca commerciale e produzioni ittiche”, il nuovo indirizzo scolastico (richiesto ed ottenuto con una delibera della Regione Puglia nel 2017) che arricchirà la già ampia offerta formativa dell’Istituto.   

All’incontro ha preso parte una delegazione dell’IISS Duca degli Abruzzi di Catania, scuola capofila della rete nazionale di settore, guidata dal dirigente scolastico Brigida Morsellino, insieme ai rappresentanti di istituzioni e associazioni di categoria, con l’obiettivo, come ha spiegato Capobianco, “di dar vita ad una “rete locale” che possa aprire un dialogo, apportare contributi legislativi, tecnici, scientifici ed operativi per progettare una curvatura del profilo professionale aderente alle esigenze locali”. Al fianco dei dirigenti scolastici, ad animare il confronto, durato circa tre ore, sono intervenuti Massimiliano Pignatale della Capitaneria di porto di Taranto, Nicola Zizzo, del dipartimento di medicina veterinaria dell’Università di Bari, Mario Imperatrice, responsabile pesca Unicoop, Cosimo Bisignano, presidente della cooperativa Stella Maris di Taranto, Linda Prato ricercatrice CNR di Taranto, Roberto Carlucci del dipartimento di biologia dell’Università di Bari, Michele De Martino, consigliere comunale con delega alla pubblica istruzione, l’assessore allo sviluppo economico della Regione Puglia Cosimo Borraccino, il consigliere regionale Gianni Liviano, componente delle commissioni affari generali e sviluppo economico

Dalla tavola rotonda, è emersa l’opinione comune che questo territorio debba puntare sulla “risorsa mare” per ridisegnare una parte significativa del proprio futuro occupazionale. Ovviamente, per affacciarsi al mondo del lavoro, ai più giovani occorrono competenze in grado di rinnovare l’attività di pesca, incrementandone la competitività e la professionalità a livello nazionale ed internazionale. In tal senso, questo nuovo percorso di studi, che ben si inserisce nella più generale riorganizzazione degli istituti professionali, soddisfa anche le richieste della Blue Economy che punta, in nome della sostenibilità, alla valorizzazione di nuove figure lavorative senza trascurare gli antichi mestieri, nel pieno rispetto delle risorse naturali e ambientali per le future generazioni. Perché “la pesca non può più essere un impiego soltanto artigianale” - ha affermato nel suo intervento al workshop Borraccinoma deve prevedere le attività per così dire “a monte” (come appunto il governo del mezzo), quelle “intermedie”, attinenti la logistica, e quelle “a valle” (come la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti ittici)”. L’indirizzo “Pesca commerciale e produzioni ittiche”, infatti, intende fornire al diplomato quinquennale competenze nei processi di governo del mezzo impiegato nelle operazioni di pesca, alla logistica del pescato, alle tecniche di acquacoltura, alla trasformazione e commercializzazione del prodotto ittico/molluschi, nel rispetto delle normative internazionali, comunitarie e nazionali ed alle priorità della politica comune della pesca dirette allo sviluppo sostenibile e responsabile. In quest’ottica, quindi, “nella misura in cui dalla pesca nasceranno e si consolideranno nuove attività commerciali e industriali – come il nuovo indirizzo di studi lascia prevedere – il sostegno della Regione, e in particolare dell’assessorato allo sviluppo economico – ha concluso Borraccino - non mancherà”. Anche il Comune di Taranto, nella persona di De Martino,delegato alla Pubblica Istruzione  si è detto disponibile a sottoscrivere convenzioni per saldare sempre più la scuola al territorio. Di questo avviso anche gli altri partecipanti all’iniziativa promossa dall’Archimede, concordi sulla necessità di “fare sistema” nel sostenere sia il nuovo percorso di studi, sia nel promuovere iniziative per rimettere in moto un comparto, quello della pesca, oggi in preoccupante crisi. La pesca, si sa, come hanno sottolineato Imperatrice e Bisignano, può significare non solo occupazione nel settore, ma anche, per esempio, attivazione di compagnie di charter, ecoturismo, pesca sportiva, attività culturali o di ristorazione. Diventa così necessario pensare alla pesca non come ad un comparto chiuso ma come ad un sistema, appunto, dal quale trarre sinergie. Si pensi all’indispensabile confronto tra università e scuola secondaria di secondo grado, evidenziato nel dibattito da Zizzo e Carlucci, o al legame che dovrebbe mettere in relazione quest’ultima con le imprese locali. Creare una forte intesa tra scuola e mondo del lavoro può rappresentare uno dei migliori investimenti che un'azienda possa fare. Per il futuro del territorio e per quello dei più giovani.

 

 

 

 

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GRADUATORIA DEFINITIVA DEL PERSONALE INTERNO PER INDIVIDUAZIONE INCARICO "RSPP"

 

 

 

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